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Si
deve a Federico II, il grande imperatore svevo che scelse
la Puglia come patria di adozione, il merito di aver definito la
provincia del capoluogo pugliese sotto la denominazione di "Terra
di Bari".
Una terra che nei secoli ha espresso forti valenze nel settore
delle arti con architetti che dettero forma alle bianche pietre
delle cattedrali romaniche o ai possenti castelli federiciani.
La
Terra di Bari si distingue per la strada dell'olio "Terra
d'ulivi" che tocca otto città dell'olio e insieme
autentici capolavori del romanico-pugliese, il movimento architettonico
che dall'anno mille a tutto il 1200 impresse il proprio marchio
con l'originalissimo stile ricco di segni musulmani e bizantini.
La partenza è da Giovinazzo, adagiata sul mare, e il punto
d'arrivo è Santeramo in Colle dove la gente intaglia ancora
il legno artigianalmente.
Nel mezzo un entroterra occupato da distese di uliveti e vigneti.
La
vite, infatti, cinge in un ampio amplesso molti comuni della
provincia di Bari.
Una vite che dai circondari di Noicattaro e Rutigliano arriva
sulla tavola nelle varietà Italia, Regina, Vittoria e Red
Globe.
Altri vitigni vanno ad alimentare un vero fiume di vino, bianco,
rosso e rosato, dotato comunque di una forte personalità.
Un vino - va sottolineato - che in molti casi si è guadagnato
il marchio DOC come per il Castel del Monte e il Moscato di Trani,
i Rossi di Barletta e Canosa, il Gravina, il Primitivo di Gioia
del Colle e il Locorotondo. Per un incontro ravvicinato ci vengono
in aiuto anche in questo caso quattro strade del vino che
spesso si sovrappongono o si incrociano con quelle dell'olio in
un ordito che sfuma tutte le gradazioni di verde.
Percorsi che sfiorano molte aziende agrituristiche che qui
- come in altre parti della provincia - oltre alla principesca cucina
con i prodotti locali, a volte anche biologici, mettono a disposizione
per il tempo libero numerose attrezzature che in alcuni casi arrivano
a prevedere addirittura il campo volo per aerei ultraleggeri.
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